Micam 2021: calzaturiero in ripresa

PRODUZIONE ED EXPORT IN RIPRESA, SEGNALI POSITIVI PER IL SETTORE

Micam Milano, il salone internazionale leader a livello mondiale per le calzature e punto di riferimento per gli operatori provenienti da tutto il mondo, si è concluso confermando i segnali di ripresa del settore.

Anche i dati sull’affluenza, a Micam (calzature) e Mipel (pelletteria), avvalorano il trend positivo, in tre giorni si sono registrati 22.274 ingressi: operatori dall’Italia e dall’estero (Cina esclusa) arrivati per vedere (e comprare) le collezioni per la primavera-estate 2022 delle 735 aziende presenti ai due eventi.

Prosegue dunque la risalita nel comparto calzaturiero, ma i livelli pre-pandemia restano lontani in molti indicatori congiunturali. I risultati più confortanti arrivano sul fronte dell’export, trascinato dalle griffe.

Una fotografia del comparto è stata presentata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici durante la tre giorni di incontri. Confortano gli ultimi dati economici che tracciano il perimetro del settore, evidenziando come anche nel secondo trimestre dell’anno emerga un forte recupero nei principali indicatori dopo l’impennata già registrata a marzo. Un rimbalzo legato soprattutto al confronto con mesi in cui le restrizioni imposte ovunque durante il lockdown avevano fortemente condizionato le attività delle imprese, la distribuzione e i consumi. In particolare, le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici mostrano incrementi a doppia cifra sull’anno precedente: aumentano sia la produzione industriale (+13%) che il fatturato (+22%), oltre alla spesa delle famiglie italiane (+17,4%); fa ben sperare l’export (+31,5% in valore). Allo stato attuale, però, resta ancora elevato il gap coi livelli pre-Covid. Se le vendite estero, grazie al terzismo per le multinazionali del lusso, limitano il divario col 2019 attorno al -5% in valore (ma con un -11% in quantità nei primi 5 mesi), domanda interna, produzione industriale e fatturato restano ancora decisamente al di sotto dei livelli, già peraltro poco soddisfacenti, di due anni addietro (con divari superiori al -15%): per 7 aziende calzaturiere su 10 il fatturato è ancora nettamente inferiore.

Per quanto riguarda l’export a livello nazionale, tendenze disomogenee tra i mercati esteri: recuperano i flussi verso la Svizzera, corre la Cina (grazie alle griffe), rimbalzi notevoli per Francia e USA; male invece Giappone e Regno Unito. Sul mercato interno, dopo un avvio 2021 ancora negativo, segnali confortanti per maggio e giugno, in cui gli acquisti delle famiglie hanno sfiorato i livelli 2019; si attenua l’impennata delle vendite online.

Foto: Micam Milano